Skip to content

Fantasia e ispirazione in classe

Ficcio aula matemàtiques

Maya è una brava alunna al secondo anno di scuola media, ma di leggere La vita è sogno per il laboratorio di letteratura spagnola non ne vuole proprio sapere. E La vita è sogno deve essere letto perché le è stato assegnato dall’insegnante per completare il laboratorio e perché, dentro e fuori il contesto culturale di riferimento dell’opera (quello spagnolo) ha cambiato la vita a tante persone! Però Maya non sente alcun tipo d’ispirazione, non sa come farsi piacere La vita è sogno. Non ha proprio voglia di iniziare a leggere.

Finché un giorno, il professore di fisica fa una lezione express di fisica quantistica e Maya si rende conto del fatto che i suoi sensi la ingannano. Scopre che quando crede di toccare un tavolo, in realtà percepisce la vibrazione del tavolo, ma la mano e il tavolo non si toccano. E allora pensa: «E se la cosa non finisse qui? E se tutto fosse un’illusione, un inganno dei sensi? E se tutto fosse un sogno?». E poi si ricorda che nel laboratorio di letteratura spagnola stavano leggendo un’opera teatrale su un prigioniero a cui tutti dicevano che la sua realtà non era altro che un sogno. E pensa: «E se fossi come Sigisberto, il protagonista di La vita è sogno?». Maya inizia ad appassionarsi alla lettura dell’opera. Volete sapere perché? Perché ha iniziato a farsi delle domande.

Il protagonista di La vita è sogno si chiama Sigismondo, non Sigisberto, ma non importa. Maya se ne ricorderà più avanti. L’importante è che abbia trovato l’ispirazione che cercava per iniziare a leggere l’opera. Ha trovato la sua ispirazione, proprio quello che le mancava. È stata la fisica. Grazie a un collegamento.

La matematica e la vita

E non sarebbe il caso di dire che è proprio questo il compito dell’insegnante? Creare le basi perché gli alunni inizino a farsi domande e si sentano ispirati. Promuovere i collegamenti tra i vari ambiti della conoscenza e i diversi modi di imparare, e far sì che tutti gli alunni si sentano benvenuti alla festa della conoscenza. Poche frasi rivelano verità come questa: a lezione, quanto più numerosi e diversi siamo, tanto più ridiamo.

Ora siamo a lezione di matematica: a Maya piace affrontare sfide e risolvere problemi partendo da contesti astratti. Jacob, di primo superiore, invece, preferisce prima fare alcune attività manipolative e poi passare a contesti più astratti. E a Dunia, di seconda media, per adesso non piace né l’una né l’altra cosa. Tutti le dicono (e se lo dice anche lei stessa) di non essere fatta per la matematica. Lei ormai ha perso le speranze. È il dramma delle profezie che a furia di essere ripetute diventano realtà. Dei pensieri auto-limitanti.

Ma un giorno, durante una lezione di matematica, in seconda media, guarda un video di 5 minuti in cui un personaggio di fantasia, una ragazza proprio come lei, Sam, spiega alcuni problemi che a Dunia ricordano i suoi. Anche Sam crede di non essere tagliata per la matematica e che la matematica sia noiosa, di non aver mai sentito l’ispirazione. Ha la testa piena di domande esistenziali e non sa come rimettere ordine nel caos dei suoi pensieri. Dunia ascolta con attenzione tutto ciò che racconta Sam.

La settimana dopo, con l’aiuto di Sam, Dunia scoprirà che un giorno un sumero che aveva bisogno di scrivere quante mucche doveva al suo vicino, lo fece chiudendo dei coni di argilla all’interno di una palla di argilla, e penserà: «Wow, è così che è nata la scrittura dei numeri». E un altro giorno scoprirà che la strategia di cover-up per affrontare una sfida algebrica non è altro che una strategia per affrontare la vita.

Il viaggio di Sam

La serie che Dunia vede a lezione si chiama Il viaggio di Sam. Gli alunni che fanno Innovamat la guardano in seconda e in terza media. È la storia di una ragazza di quattordici anni che un giorno si ritrova in un mondo sconosciuto, senza sapere come ci sia arrivata o cosa ci si aspetti da lei. Un po’ come si sentono tutti gli alunni a questa età. A poco a poco, scoprirà cosa ci fa lì e cosa la lega ai personaggi che incontra, tutti importanti matematici della storia. Così, Sam e altri alunni come Dunia, capiranno che la matematica non è una mera astrazione della realtà, né tanto meno un misero strumento per calcolare cose, ma un linguaggio complesso e prezioso che serve a esplorare e capire il mondo. E che la matematica progredisce in base alle reali esigenze umane e non a quelle… curricolari.

Ad esempio, impareranno la relazione tra le potenze e la necessità di Archimede di operare con i grandi numeri; che la cultura occidentale ha tardato ad accettare l’avvento dei numeri interi perché non si era ancora posta le domande necessarie; che Brahmagupta è morto pensando che un numero diviso per 0 fosse 0, il che ricorderà a Dunia che gli errori sono la base per i successi futuri. E che la prima vincitrice della Medaglia Fields, l’iraniana Maryam Mirzakhani, voleva diventare una scrittrice prima di innamorarsi della matematica al liceo (curiosamente, all’età di Sam e Dunia, che, per inciso, hanno anch’esse un’inclinazione per la scrittura).

Così, attraverso la vita di Sam, Dunia e gli altri alunni ricorderanno che la matematica e la vita sono intimamente legate, perché sono un linguaggio per scoprire il mondo, goderselo e migliorarlo. La serie è ricca di riferimenti culturali che, da un lato, si collegano all’universo degli alunni e, dall’altro, lo ampliano. Asterix e Obelix, BTS, Harry Potter o La città incantata a lezione di matematica? Ma sì, ovviamente! Il cervello è un potente centro di collegamenti significativi e i nostri alunni lo sanno. Infatti, è così che imparano: creando collegamenti.

Sam e le abilità socio-emotive

Infine, seguire così da vicino il viaggio di Sam nel mondo della matematica ci permette di umanizzare la matematica e di introdurre il lavoro sulle competenze socio-affettive. La paura di sbagliarsi; la responsabilità; la perseveranza; il sentirsi inadatti e i pensieri auto-limitanti. E anche lottare con sicurezza contro l’ansia matematica. Introducendo la serie a lezione di matematica, gli alunni trovano uno specchio in cui riflettere le loro paure e allo stesso tempo un modello per combatterle. La serie è una nuova porta d’accesso alle conoscenze e alle competenze matematiche per tutti quegli alunni che non sono mai riusciti ad accedervi.

  • Verónica Sánchez

    Ha studiato Lettere e Giornalismo all'Università Pompeu Fabra. Ha insegnato letteratura nelle scuole superiori di Barcellona e New York. Attualmente combina l'insegnamento e il coordinamento dei programmi di studio presso L'Horitzó (Barcellona) con la sceneggiatura della serie Il viaggio di Sam presso Innovamat. Nel 2014 si è aggiudicata il premio Carlemany per il suo romanzo giovanile Coses que no podrem evitar (in italiano, Cose che non potremo evitare, edizioni Columna).

Ultime pubblicazioni

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi tutte le novità e i contenuti in esclusiva nella tua email.